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22 -September -2017 - 02:36
 
                         
                            
 

                                     A T T E N Z I O N E !!!

  Questo sito è uno spazio totalmente, interamente ed assolutamente GRATUITO a disposizione di tutti coloro che il Teatro lo amano, lo curano, lo seguono, lo vivono e/o che comunque contribuiscono in qualche maniera a farlo vivere. 

   Vuoi farne parte ??? Scrivici a 

                                                  bandadeimisci@libero.it

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afabbrica

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"Qualcosa in più"

quando "Il vizio di scrivere" ci colpisce ancora piccoli !!

(Scorri la pagina !!!!!!!!!)

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           Spigolature

Teatro "COMUNALE"

                                           THIENE  -  (Vicenza)

       ateatrothiene

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aviziodiscrivere

Scrivere è un pò come una malattia.

Come il fumo, il gioco, gli stupefacenti: ti da assuefazione, ti inebria, diventa una dipendenza.

Non è poi così difficile: raccogli i pensieri, li metti su carta, crei una favola, un dramma, una magia.

CONFESSATE !!!!  

Chi di voi ha questa malattia ??

Da ora, diamo uno spazio a tutti coloro che vorranno rendere pubblico questo vizio qualche volta inconfessabile e magari anche un pò molesto che consiste nel dare sfogo alla fantasia. Racconti brevi, per carità, che lo spazio è quello che è !! Natutalmente, diamo per scontato che gli scritti che ci manderete sono ORIGINALI E NON SCOPIAZZATI e che inviandoli DATE IMPLICITA AUTORIZZAZIONE ALLA LORO PUBBLICAZIONE SU QUESTA PAGINA, rinunciando a QUALSIASI RIVALSA DI QUALSIASI TIPO nei nostri confronti e CI RISERVIAMO IL DIRITTO ESCLUSIVO DI DECIDERE IN MERITO ALLA LORO PUBBLICAZIONE !!!

Mandateceli dunque all'indirizzo

bandadeimisci@libero.it

indicandoci il vostro nome e cognome e la città di provenienza CHE VERRANNO PUBBLICATI IN CALCE ALLO SCRITTO. La fantasia NON E' MAI ANONIMA !!!!

Ed ecco gli ultimi arrivi....

Buona lettura....!!!!!!

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adenisemiki1

C'è uno spazio, oltre il crepuscolo, che tecnicamente viene chiamato "i discorsi del cuscino".
È l'occasione per dare voce a ciò che, a causa della frenesia quotidiana, rischia di finire nel grande baule dell'inespresso, del "non detto".
Noi lo chiamiamo "il bosco dei racconti", un posto dove i ruoli per un attimo decadono e i cuori, seduti vicini, danno forma ai sussurri dell'anima, per rendere i sogni liberi come farfalle.
Una favola piccolissima, scritta con occhi di bambino e mani di mamma.
Un viaggio nel tempo dedicato all'incontro con il Mondo e con se stessi.
Un percorso visto dal grandangolo della diversità intesa come ricchezza individuale e sociale.
Grazie a Chiara Bevegni
Chiara Bevegni Design
che, da sempre, riesce a mettere ordine nel mio caos creativo.
A Gianni Bandadeimisci de Moliner e consorte, che mi hanno ricordato quanto amo scrivere.

A Laura Parodi che, da tantissimi anni ascolta i miei progetti in orari improbabili.
A Michele, mio grandissimo amore, che sa restituirmi la parte migliore di me, anche quando sembra non ce ne sia più.

adenisemiki2  adenisemiki3
Si racconta che ogni volta che un bambino soffia verso una nuvola, da qualche parte nel mondo nasce una poesia.
Non siamo che custodi, abili nel cogliere l'attimo dell'eterno mutare del vento.
E allora, poesia sia ....

(Michele e Denise Calamita - Genova)

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                                 INCONTRI

Nessuno sapeva bene da dove cominciare. Nemmeno io.
Ero in macchina e avevo così tante idee.
Nessuna sembrava giusta, questo pensavo.
Poi pensavo che parcheggiare lungo il viale era assai rischioso. Io faccio sempre qualche infrazione con la macchina, ne sono inconsapevole.
Ho parcheggiato lungo il viale.
Ho attraversato la strada per andare dall'altra parte e ho parlato all'unico uomo seduto fuori al bar.
"Chiedo scusa, posso lasciare lì la macchina?"
L'uomo aveva il giornale fra le mani.
"Quale macchina? Quella rossa?"
"No, quella lì. La grigia"
L'uomo ha piegato il giornale e si è alzato in piedi.
"Hai parcheggiato lì?"
"Mi sono fermata un attimo. Posso parcheggiare?"
"Ma tu non sei di qua?"
"No, è la prima volta che vengo. Non so dove parcheggiare"
"Di dove sei?"
L'uomo aveva un paio di occhiali spessi, blu, e una cadenza fortissima.
"Sono di Molfetta. Che faccio con la macc...?"
"Ah! Di Molfetta! Maria Santissima dei Martiri, giusto?"
"Proprio quella"
"Madonna santissima!"
L'uomo si è illuminato tutto.
"Piacere, Stefano" mi ha stretto la mano. "Allora stammi a sentire, signori'. Ogni tanto qua, non sempre, passano i vigili. Allora tu la macchina l'hai messa lì insieme alle altre e diciamo che può stare. Però, io dico, poi è peccato che tu che vieni da Molfetta ti devi beccare una multa, allora stammi a sentire cosa devi fare..."
L'uomo si è sistemato gli occhiali e poi le spalle. "Fai il giro da questa parte del viale, dalla parte mia e mettiti qua, davanti al bar"
"Di qua si può parcheggiare?"
"Puoi stare tranquilla. Quanto tempo devi restare?"
"Non lo so di preciso"
"Diciamo un paio d'ore"
"Un paio d'ore... sì"
"Allora, signori', puoi stare tranquilla che di qua non succede niente. Sto io"
"Quindi faccio il giro?"
"Fai il giro. Te la guardo io la macchina. Tu torni?"
"Sì che torno"
"No, dico, pure domani, la mattina? Che stai a fare qua?"
Nessuno sapeva bene come definirlo. Nemmeno io.
"Scrivo, diciamo. E devo tornare domani"
"Oh e tu vai a scrivere che io sto qua al bar. Tranquilla. Non succede niente"
"Grazie, Stefano, sono in ritardo!"
"Vai tranquilla. Io sto qua pure domani, la mattina, quando vuoi venire. Non succede niente".
Quindi sono arrivata in ritardo.
Tutto il gruppo è arrivato più in ritardo di me. Curiosa combinazione.
Che dite, cominciamo questa cosa dal nostro ritardo?
Nessuno potrà dirmi che non sa scrivere.
Oggi parcheggio dalla parte di Stefano.
E' seduto con altri uomini. Dice loro che sono sua amica.
Ci salutiamo.
"Vai tranquilla, signori', quando vuoi venire".
Questa è la migliore idea.

(Manuela VISTA – Genova/Bari)

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Rifletti 

Ho incontrato cime

meno faticose di te. 

Mi arrampico nei tuoi occhi impervi 

ma non finisci mai. 

Occupi i miei sensi  

come una casa sfitta 

Mi prendi. 

Sei bello alla rovescia

Guardi il divano seduto sulla TV 

Naturale. 

Piangi sorrisi  

Implodi pensieri. 

Rifletti.

Rifletti 

Costellazioni e anche me. 

Se tu abbia una logica non so. 

C'è un caldo dannato 

Noi no

Chiuderla in pareggio non si può. 

Voglio i supplementari. 

Siamo una partita a scacchi senza ritorno 

Io e te  

Faccio il mio gioco 

Bacio il mio Re. 

 

(Denise CALAMITA - Genova)

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                       RITORNO AL PASSATO

Erano serate lunghissime, che si trasformavano in notti e che qualche volta arrivavano all’alba.
Di solito ci trovavamo a casa di Ileana, in piazza Marconi. Si arrivava alla spicciolata, da soli, in piccoli gruppetti, in coppia. Spesso eravamo una decina. La casa era molto grande e aveva un salone dalle cui finestre si vedeva la piazza e la fontana “del pesce”: Si parlava di un sacco di cose, anche di scuola (parecchi frequentavamo lo stesso Liceo e alcuni la stessa classe), ma soprattutto di politica e di sogni. Ricordo che alcuni ipotizzavano un mitico viaggio in Oriente alla ricerca di una pace e di una serenità che sembravano perdute in un mondo che esisteva solo per la logica dell’equilibrio nucleare. Cuba, il Vietnam, l’Angola ci dicevano che si poteva sperare, ma ci dicevano anche che per sperare, allora, sarebbe stato necessario sparare, e non era solo un gioco di parole.
Non erano ancora gli anni di piombo, anzi, si avvicinava a marce forzate il 68: Berkeley, la Sorbona, Valle Giulia erano immagini, nomi, volti. Le piazze piene di studenti, le cariche della polizia, i lacrimogeni, gli sgomberi forzati delle università, We shall overcome, The Eve of Distruction, Blowin in the wind. Chitarre e indice e medio alzati in segno di Pace e voglia di Rivoluzione.
Ci scappava anche qualche bacio o poco più.
Fulvio suonava benissimo la chitarra e Ileana aveva una bellissima voce, limpidissima e dolce nello stesso tempo. “Una voce da vergine indiana” diceva sua sorella
Adesso Fulvio e Ileana non ci sono più e insieme a loro se ne sono andate per sempre le speranze di quegli anni, restano le canzoni, i ricordi, la nostalgia, forse non è poco, ma resta anche l’idea di una grande sconfitta.

(Adalberto RICCI – Savona)

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  E a tutti coloro che ancora una volta vorranno seguirci e darci il loro sostegno,

   
            come sempre....
 
 
          amaschere
 
              
              ...grazie di tutto, grazie di cuore !!!!!
 
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