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05 -June -2023 - 10:03

Ivaldo CASTELLANI

- Autore, Regista, Sceneggiatore, Scrittore.

GENOVA

Ivaldo Castellani

castival@alice.it

ivaldo.castellani@gmail.com

In arrivo !!

 
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Ve lo ricordate il 33 giri di Pippo e Pucci "Tra un gotto e l'atro" del 1977?

Tenetevi liberi la serata di Sabato 10 Dicembre perchè ve lo racconteremo in una maniera un pó diversa..

 
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"Storie di Genova", di com'era e di com'è, di tutto quanto la riguarda, dei personaggi, delle figure, dei visi che passano sotto le reti che asciugano al sole, come avrebbe scritto Faber.

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Genova rivista e rivisitata, andando a cercare gli aspetti anche più strani, ma veri di una città che t'innamora già a prima vista e che dopo un po' che ci vivi non ne puoi più fare ameno.

Ecco perché tutti quelli che la lasciano e vanno via, dopo un po' che sono lontani incominciano a non poterne più di quell'assenza così insopportabile e sentono la voglia di tornare.

Genova tra salite e discese, odori di mare e sale, figure a mezza strada, donne d'amore e d'avventura, Genova fatta di locali da viverci, di piatti e bicchieri in riva al mare, ma anche di mugugno, Genova guardinga, attenta a non farsi fregare, Genova con pochi amici, ma solo quelli veri.

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Genova in tutti i sensi, un libro di Ivaldo Castellani edito da Erga Edizioni, con le musiche originali di Ettore Vigo e Roberto Paravagna, e con la cura e l'amore per la propria città di tutti i Genovesi, d'Italia e del mondo.

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DOPO UN LUNGO STOP DOVUTO A QUELL'INVIDIOSO VIRUS, SIAMO TORNATI SUL PALCO E DICO SIAMO PERCHE' LE DUE COMPAGNE DEL TEATRO GOVI, OVVERO PROSA E DIALETTALE, SI SONO UNITE ED PORTATO IN SCENA UN

DIVERTENTE

SPETTACOLO INVENTATO DI SANA PIANTA. UN GRAZIE AL MUNICIPIO II CENTRO OVEST CHE CI HA DATO QUESTA OPPORTUNITA'

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Ivaldo Castellani ci racconta il Teatro Govi

Voglio farvi conoscere una interessante realtà teatrale di Genova: il Teatro Rina e Gilberto Govi che si trova nella zona della Valpolcevera. Ce ne racconta in questa esclusiva intervista Ivaldo CastellaniDirettore Artistico  – al quale ho rivolto qualche domanda, anche sulla nuova stagione appena iniziata. Pronti? Andiamo!

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Ciao Ivaldo! Innanzitutto partirei con qualche indicazione utile a chi ci legge, inizio io a dire che sei il Direttore Artistico del Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova da parecchio tempo e… lascio a te la parola

Ciao Annalisa, ciao a tutti gli amici de “Lo Specchio Art Music”. Si, sono Direttore Artistico del Teatro Govi dalla sua apertura, o meglio riapertura, avvenuta nel 2007. Per tracciare una storia di questo teatro, bisogna andare molto indietro.

Un tempo si chiamava “Cinema teatro Verdi”, poi rimase chiuso una decina d’anni, durante i quali ci furono i soliti tentativi di trasformarlo in un supermercato, poi in un autosilos, infine – e c’erano quasi riusciti – nella sede di un istituto di credito, ma l’Associazione che a tutt’oggi lo gestisce, attraverso una convenzione col Comune di Genova, riuscì a spuntarla e la Valpolcevera (proprio la vallata del ponte Morandi, che sorgeva a circa un chilometro in linea d’aria dal Govi) poté avere il suo teatro.

Il Govi è un caso rarissimo, forse unico in Italia, di un bene pubblico gestito da privati. E questo per noi significa grande responsabilità, ma anche un grande onore.

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Che bella storia, per fortuna che ne esistono ancora e soprattutto esistono associazioni attive che si spendono per la cultura, in prima linea,  salvando i teatri e altri luoghi d’uso culturale, altrimenti destinati ad altro destino.

Mentre pubblico questa intervista è da poco iniziata la nuova stagione teatrale…il cartellone prevede una gran varietà di proposte tra prosa, concerti e musical, cabaret e rivista, danza, teatro dialettale e per i ragazzi. Tra i vari spettacoli, tutti indubbiamente validi, quali ti sentiresti di consigliare in modo particolare o di quali ci vuoi anticipare qualcosa?

Mi fa particolarmente piacere che tu abbia notato quanto sia variegata la programmazione del Govi. Cerchiamo di ospitare quanti più generi di spettacolo possibili per poter accontentare un pubblico diversificato. Naturalmente la parte del leone la fa la musica live, ma possiamo dire che quasi ogni genere può contare su una buona base di pubblico.

Fra gli spettacoli di punta della stagione posso indicare il Beatles Day domenica 1 dicembre, una kermesse no stop che inizierà alle 14,30 e si protrarrà fino alle 23,30, nel corso della quale ci saranno gruppi che eseguiranno brani dei Fab Four, ma anche spettacoli teatrali, presentazioni di libri, proiezioni di filmati, incontri con critici musicali. Nei giorni 6, 7 e 8 dicembre, andrà in scena “Tosca” di Giacomo Puccini, con la regia di Mario Menini, regista di livello internazionale e qui mi piace ricordare che il Govi è il solo teatro Genovese, oltre, naturalmente al Carlo Felice, a proporre nella propria stagione melodrammi dal vivo.

Il 31 dicembre avremo il tradizionale Capodanno al Govi, quest’anno con Gianluca Impastato, uno dei pilastri di Colorado. Sabato 8 febbraio segnalo il concerto di Fabio Concato, sabato 21 “Il re degli ignoranti”, tributo ufficiale ad Adriano Celentano. Infine per la prosa ricordiamo le due nuove produzioni della compagnia stabile (in lingua), che sono “Una ragazza in gamba” di Karl Valentin e “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta.

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Per quest’anno sono anche previste novità interessanti come il Talent dedicato ai più giovani. Ci spieghi brevemente quali sono i requisiti per partecipare e come si svolgeranno le selezioni?

Anche il Teatro Govi vuole aprire il proprio sipario per i nuovi talenti nel campo della musica, della prosa, della danza, della comicità ecc.. Siccome non vogliamo che il Govi Talent Show diventi una Corrida (con tutto il rispetto), faremo delle selezioni molto accurate e solo i migliori di ogni sezione potranno partecipare alle finali.

Un’altra bella notizia che – quando l’ho letta mi ha fatto brillare gli occhi  da buona divoratrice di libri e frequentatrice assidua di biblioteche – è quella della Biblioteca per tutti. È una bellissima iniziativa, in cosa consiste e da dove è nata l’idea?

Da sempre, ma a maggior ragione dopo la tragedia del Ponte Morandi, il Teatro Govi è, per la val Polcevera, un punto di riferimento non solo dal punto di vista teatrale in senso lato, ma anche dal punto di vista sociale e culturale in genere.

Un nostro collaboratore è entrato in possesso di un certo numero di libri di ogni genere, non potendo tenerli tutti a casa, ha proposto di creare questa “biblioteca per tutti” che consiste in alcuni scaffali aperti sistemati nel foyer del teatro, dedicato a Paolo Villaggio.

Per inciso, questo spazio, che abbiamo chiamato “Villaggio Govi” è a disposizione per incontri, dibattiti, presentazioni di libri e comunque eventi che non richiedano l’utilizzo della sala da 400 posti. Ora il “Villaggio Govi” è anche sede di questa simpatica piccola biblioteca nella quale chiunque può prendere un libro, leggerlo magari nell’attesa inizi lo spettacolo, poi farne ciò che preferisce: portarselo a casa e poi restituirlo, tenerlo, o portarne un altro in cambio.

Genova dopo la tragedia del Ponte Morandi, ha bisogno sicuramente di una buona dose di speranza e ottimismo. Il teatro, forma di cultura viva, è da sempre la migliore delle terapie possibili tra le arti. Quale impatto ha, in termini di coinvolgimento, il teatro sulla cittadinanza genovese?

Se per teatro intendiamo la prosa, ahimè, la situazione non è delle più rosee. A parte il fatto che il Govi paga lo scotto di essere un po’ decentrato, quindi il pubblico si muove solo per certi eventi, nella prosa si vogliono il titolo e l’autore affermati.

A questo si aggiunga che, non potendo permetterci certi tipi di cachet, non possiamo ospitare compagnie professionistiche che abbiano un buon appeal, pertanto le nostre proposte, pur qualitativamente validissime, sono date da compagnie amatoriali, conosciute e affermate a livello locale, ma non certo in grado di riempirci il teatro.

Ciononostante insistiamo nell’andare in una direzione “ostinata e contraria” proprio perché crediamo fermamente nella funzione terapeutica e formativa del teatro di prosa in senso lato.

Ivaldo Castellani oltre ad essere Direttore Artistico del Teatro Govi è anche autore e regista teatrale, dico giusto? Quale di questi ruoli ti ha sempre dato maggiore soddisfazione e perché?

Quando in anni ormai remoti entrai alla scuola del Teatro stabile di Genova, il mio sogno era di recitare. Quasi subito iniziai a scrivere, tenendo tutto gelosamente nel cassetto. Poi con il tempo ebbi, sì, occasione di provare varie esperienze attoriali, ma la “passionaccia” di scrivere non mi abbandonò mai, fino a che potei finalmente vedere messi in scena i miei primi testi e successivamente volli anche provare a dirigerli in prima persona.

Mai avrei pensato di occuparmi di teatro anche dal punto di vista gestionale, quindi posso dire di aver provato un po’ tutto quello che c’è da provare in teatro, ma sicuramente la scrittura e la regia mi permettono più di ogni altra cosa di esprimere la mia fantasia e la mia creatività.

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Parliamo di sogni, elementi fondamentali e – a mio parere – spinte indispensabili per proseguire con entusiasmo il nostro quotidiano. Tra quelli che ti riguardano, artisticamente parlando e non a tua scelta e discrezione ovviamente, ne hai uno in particolare che desidereresti veder esaudito magari sul palco?

Come autore ho nel cassetto un sogno ultratrentennale che è quello di veder messa in scena o di mettere in scena una commedia musicale che ho scritto e riveduto più volte, ma ci sono due tipi di problemi: i cambi di scena, numerosi e frequenti e il fatto che ben poche persone verrebbero ad assistere a uno spettacolo del Carneade che sono. Come d.a., il sogno che ho è quello di poter ospitare al Govi un nome grande così del mondo dello spettacolo.

Ma nella vita non si può e non si deve dare mai nulla per scontato, né in positivo né in negativo. Ci metto un pizzico di fatalismo e soprattutto mi fido e mi affido a una frase: “Togli all’uomo l’imprevisto e il mistero e la vita si riduce a un noioso transito di cibo”. È di Giuseppe Tucci, scrittore, giornalista, orientalista, ecc. ecc.. E se non ci affidiamo all’imprevisto e al mistero noi sognatori…

Ti senti di voler aggiungere altro?

Per questa volta risparmio altre parole a te e agli amici dello “Specchio”. Aggiungo solo questo: visto che si è fatto cenno ai sogni, non permettiamo a nessuno di rubarceli. Il sogno è la massima espressione della libertà e dobbiamo esserne gelosi.

Ok, allora per terminare anche a te rivolgo la domanda di “rito” che riguarda la tematica di questo mio progetto. Ormai è una consuetudine che – ti dirò – porta anche fortuna. Cosa rappresenta per te lo specchio?

Un’esplorazione, una bella scoperta, un filo di Arianna nel groviglio della rete.

Ringrazio di cuore Ivaldo Castellaniper la consueta disponibilità e mando un virtuale saluto a tutto lo staff del Teatro Rina e Gilberto Govi

Pensavo che, dopo tutte queste piacevoli anticipazioni, mi sa che un giro a Genova bisogna programmarlo…
Se per caso siete di o da quelle parti e/o vorrete passarci prossimamente, date una occhiata al programma completo della stagione 2019/20  sul sito ufficiale del Teatro Govi e chissà che non ci si incontri lì…
Alla prossima

Teatro Rina e Gilberto Govi

Via Pastorino, 23-25 R
16162 Genova Bolzaneto
tel.: +39.0107404707

biglietteria@teatrogovi.it

Social
Facebook: Teatro Rina e Gilberto Govi
Instagram @teatrogovi

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"RIVERISCIO COMMENDATÔ”

 (Riverisco Commendatore)

Omaggio a Gilberto Govi

di e con Ivaldo Castellani

La scontrosità, la diffidenza dei genovesi e la loro scarsa disponibilità nei confronti dei “foresti”, soprattutto padani, sono oramai proverbiali. Ma un illustre genovese era buon amico di un non meno illustre torinese al punto da diventarne vicino di casa: si tratta di Gilberto Govi, che fu proprietario di una villetta nelle immediate vicinanze di Santa Margherita Ligure, ubicata a breve distanza da quella di Erminio Macario.

Il discorso quindi si concentra su colui che viene considerato il padre del teatro genovese, quel Gilberto Govi, appunto, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa. Ma “Riveriscio Commendatô” non vuole trasformarsi nel pretesto per un ricordo o peggio per una commemorazione e assume piuttosto le colorite connotazioni di un vero e proprio dialogo con il Commendator Amerigo Armando Gilberto Govi. O con la maschera “Govi”, semplicemente, perché la differenza fra vita, villino e camerino era per lui solo una questione di spazio fisico.

“Riveriscio, Commendatô” ("Riverisco, Commendatore”), da un classico saluto genovese rivolto alle persone di riguardo), è un monologo brillante che a un certo punto si trasforma inaspettatamente in dialogo, per poi concludersi in maniera tanto inevitabile quanto inattesa.

Genere:           Monologo in lingua

Durata:            50’

Pubblico:         Tutte le età

 

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Ivaldo Castellani

Ha frequentato agli inizi degli anni ’70 la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. Attore, autore e regista, ha preso parte, fra l’altro, a “Il Trasloco” di e con Vittorio Gassman. Autore di prosa e teatro leggero, ha scritto per la Regione Liguria tre testi per un progetto di recupero dei detenuti e ha firmato alcune edizioni della Rivista Goliardica M.Baistrocchi. Nel 1988 ha ottenuto un premio al concorso nazionale di scrittura teatrale organizzato dall’Università di Siena e dalla Regione Toscana. Nel 2013 è risultato vincitore assoluto della prima edizione del Premio Letterario Nazionale “Parole in scena” per autori teatrali. Ha al suo attivo alcune partecipazioni a programmi radiofonici di emittenti locali. È direttore artistico del teatro Rina e Gilberto Govi dalla sua apertura nel 2007, e direttore della Compagnia Stabile R. e GG. dello stesso. Per il "Govi", oltre a governare il timone della direzione artistica, ha recitato ne "L'importanza di essere Ernesto" e diretto "La Locandiera".

Nella Stagione 2011-2012, ha debuttato con personali riadattamenti de "Il Vizietto" di J. Poiret e "La strana coppia al femminile" di Neil Simon.

Nella Stagione 2013-2014 ha diretto la commedia "La Mandragola" di Machiavelli.

Recentemente ha pubblicato il suo secondo libro "La bisaccia, il bordone e il sanrocchino".

 

 

 

 

 

   

 

 

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